Perché si portano i fiori sulle tombe?

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Per la maggior parte di noi, portare fiori sulle tombe dei propri cari defunti è un gesto del tutto normale. Ma da dove nasce questa usanza? Le sue origini risalgono a molto lontano: una ricerca condotta dall’università israeliana di Haifa ha portato alla luce i resti di quelli che, secondo i ricercatori, sarebbero proprio mazzi di fiori. E che sono datati tredici mila anni. Ritrovati all’interno della grotta di Raqefet, i fiori accompagnavano quattro tombe appartenenti alla popolazione natufiana (popolazione mesolitica che, tra 12.500 e 10.200 anni fa, popolava le coste orientali del Mar Mediterraneo, nella regione del Levante); una popolazione, questa, a cui si deve la nascita dei primi “cimiteri”. Ed è con loro, che comparvero i primi fiori deposti sulle tombe dei defunti: un modo per abbellirle, ma anche per esercitare un impatto positivo sui parenti della persona scomparsa.

Del resto, già nel 2010 gli studiosi trovarono evidenze scientifiche in merito all’usanza dei natufiani di commemorare i propri morti con banchetti e feste di commiato che prevedevano anche la deposizione di fiori sui sepolcri. Ma anche i Greci e i Romani coprivano di fiori le tombe dei defunti mentre in Giappone si dice che, quando un buddista muore, la sua anima sia portata in cielo da un fiore di loto. A Thaiti, attorno al corpo del defunto vengono deposti mazzi di fiori avvolti in felci, e poi viene versato sul cadavere il profumo dei fiori affinché sia più facile il passaggio nell’aldilà.

«I fiori sono connessi alla sfera del sacro in virtù del loro legame con dei e dee. Flora, la dea romana della primavera e dei fiori, concede bellezza e fragranza ai fiori. Le divinità si possono placare e adorare, offrendo cibo e fiori», si legge nell’Encyclopedia of Religion. Ma, nella Bibbia, si legge anche che i fiori sono uno dei buoni doni che Dio ha provveduto per il diletto degli esseri viventi (Atti 14:15-17; Giacomo 1:17); che la bellezza floreale che egli ha creato è stata usata nella vera adorazione, e il vandelabro del tabernacolo era decorato con “fiori di mandorlo e fiori” (Esodo 25:31-34); che gli intagli del tempio raffiguravano anche ghirlande e palme (1 Re 6:18, 29, 32). Ecco dunque che, per un cristiano, portare fiori sulla tomba del proprio caro è un’usanza che nasce da un insieme di influenze. Ma che significa, soprattutto, tendere la mano a chi non c’è più. Dire “Ti penso”, e “Ti voglio bene”.

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